 Quale occasione migliore per ricominciare a dar vita a KComics.it di una fiera del fumetto? E se problemi di lavoro e di altra natura mi han tenuto lontano da Lucca, Cartoomics e simili, ovviamente non posso mancare all'annuale appuntamento con la fiera della mia città (d'adozione). A meno di un anno di distanza dall'edizione precedente, slittata a giugno per problemi organizzativi, torna nella sua collocazione primaverile TorinoComics, per il primo anno assumendo la nuova denominazione Torino Comics & Games. Edizione dei 15 anni, celebrati con un logo su cui troneggia il numero 15, ma ben poco celebrati sul piano dell'organizzazione.
L'impatto è fin da subito strano. Se l'edizione del giugno 2008 aveva lasciato a bocca asciutta parecchi visitatori, per la mancanza di case editrici che avevano presenziato invece all'appuntamento interno alla Fiera del Libro, questa edizione 2009 spiazza per l'organizzazione degli spazi: una settorializzazione che presenta al visitatore entrante una barricata con vari corridoi identificati come Area Esposizioni, Area Mercatino, Area Editori. E fin qua, potrebbe ancora ancora avere un senso. Peccato che l'area Esposizioni si riveli uno stretto corridoio a metà del padiglione, e peraltro le stesse mostre si rivelino un pelino deludenti (l'autocelebrazione dei 15 anni era già suffficiente nella rivista omaggiata ai visitatori, la mostra su Pepito sa di già visto e soprattutto è molto scarna) Passando alle altre due aree che accolgono il visitatore... che dire... solita sequela di case  editrici poco propense a offrire sconti (anche se eccezionalmente qualche cartello con offerte fiere appare, come nello stand di Universi di Carta o di Yamato Video) e poco propense a quanto pare a portare autori in fiera: la stessa Bonelli ha lasciato sguarnita la giornata del venerdì concentrando poche risorse nel weekend (5 autori il sabato e 3 la domenica, un po' pochini rispetto ai numeri del passato). Parecchie invece le novità presenti agli stand, di cui parleremo più approfonditamente nei prossimi articoli man mano che si terranno le conferenze. L'area mercatino infine non si distingue certo per le novità: i soliti stand, che propongono bene o male gli stessi prodotti dell'anno prima, con pochissime novità. Menzione di merito allo stand francese Marmax per il successo di vendita: basti citare che lo scaffale con i Myth Cloth è stato letteralmente assaltato (anche grazie a ottimi prezzi specialmente in riferimento alla concorrenza da fiera).  Superato questo schieramento, se ancora le forze (e il portafogli) vi sostengono, si arriva nei pressi della Sala Rossa, quest'anno sorta di confessionale/bunker in cui relegare i cosplayer (che però avranno un palco e un impianto audio migliore rispetto alle edizioni passate). Lo spazio fino all'anno scorso lasciato ampiamente a disposizione per le sfilate e i contest in costume è stato dedicato totalmente all'evento cardine di questa edizione: la Star Wars Fest. Ed è tra una statua di un cavaliere Jedi e un desolato tavolo privo di pubblico dietro a cui siedono simpatici signorotti americani aventi partecipato alla prima trilogia che si respira forse la passione più vera del pubblico: gli organizzatori della Fest, i figuranti vestiti da guardie imperiali o da Jedi sono visibilmente emozionati per la presenza dei loro eroi, e sono forse tra i più soddisfatti da questa fiera che ancora una volta pare non avere un focus preciso, un target di riferimento delineato e stabile. Ovviamente restano immutabili alcuni aspetti, comuni alla maggior parte delle fiere. Il ritrovare volti conosciuti, il poter salutare dopo un anno conoscenti e amici (cari i miei ex colleghi che vi dirigete in fiera, sappiate che dovrete sopportare lunghe chiacchierate da stand a stand :D). Piccolo aneddoto di chiusura: è stato un gran piacere rivedere Giovanni Marcora e Francesca Mengozzi, autori di Kill the Granny, presenti in fiera allo stand Pavesio con il sequel del loro fumetto. Domani la recensione del volume con un simpatico aneddoto che giustificherà... una sorpresa che vedrete :) PS: Dell'area games per il momento non dico nulla, dal momento che come tradizione i tavoloni son stati trasformati oggi in simpatici bivacchi per consumare veloci spuntini tra un giro e l'altro degli stand. |