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K-Hentai: Urotsukidoji
Pubblicato in: K-Hentai: A Luci Rosse
Torna la nostra rubrica al peperoncino con una serie che riduttivamente definiremo hentai. Tratta dal manga omonimo di Toshio Maeda (pubblicato in Italia da d/visual), riflette lo stile eterogeneo dell'opera originale, ma si avvicina anche alle atmosfere dei pinku eiga ("film rosa", incentrati su sesso e violenza, sia psicologica che fisica, filone che in Giappone è ben distinto dalla pornografia e vanta esponenti del caligro di Ishii Takahashi).

L'obiettivo di Urotsukidoji sembra sconvolgere lo spettatore tramite sequenze raccapriccianti, più che sollazzarlo con scene erotiche. Le prentesi sessuali sono marginali e coperte sempre da un velo di violenza. Il cuore del prodotto sta nei brutali scontri trad emoni mostruosi, nelle mutazioni in belve orrende di uomini e nelle situazioni scioccanti vissute dai protagonisti.

La serie inizia nel 1987, anno in cui sono prodotti i primi tre OAV. Lo sfondo delle vicende è una Terra dove gli uomini vivono ignari dell'esistenza di altri due piani esistenziali, quello dei Demoni e quello degli Uomini-Bestia. Una leggenda narra che ogni 3000 anni nasca un umano con il potere dei Choojin che è in grado di mettere in comunicazione i tre piani. Nel tentativo di individuare l'incarnazione del Chojin per risvegliarla, l'uomo-bestia Iyacku arriva in Giappone, dove scopre come la leggenda nasconda drammatici e apocalittici risvolti. Ai primi 3 OAV ne sono stati aggiunti altri due, contenenti una ramificazione autoconclusiva del continuum narrativo. La vicenda principale si conclude invece con altri sette mediometraggi distribuiti in due serie, rispettivamente di quattro e tre OAV.

Dal punto di vista della trama, lo spettatore è continuamente sorpreso. L'ambientazione è continuamente stravolta, i protagonisti muoiono brutalmente o evolvono passando dalla fazione del "bene" a quella del "male". Un vortice di sorprese e contraddizioni da cui emergono tematiche antropologiche analoghe a quelle trattate da Go Nagai in Devilmen. Un'opera a cui Maeda deve molto.

Sebbene siano passati venti anni dalla saga originale, ancora oggi risulta godibilissima, grazie ad animazioni molto buone e un character design ottimo. Ma per i fanatici del tratto contemporaneo, nel 2003 è stato realizzato un remake dei primi 3 OAV.





Scheda: Titolo originale: Urotsukidoji
Titolo europeo: Urotsukodoji
Categoria: OAV
Regia: Vari Registi
Produzione: Diversi Studios
Episodi: 12
Anno: 1987/2000 + 2003 (remake dei primi 3 OAV)


Pubblicato il 19/06/2008 da kcomics
Tag: animazione, anime, d/visual, devilman, giappone, go nagai, hentai, ishii takahashi, oav, pinku eiga, rubriche, toshio maeda, urotsukidoji
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