Ed ecco finalmente la nuova miniserie bonelliana, già annunciata ai tempi di Brad Barron, ma slittata per esigenze editorialie presentata, a distanza di due anni, con qualche variazione rispetto ai progetti iniziali. La prima, che salta all'occhio immediatamente, è la modifica del nome del personaggio, da Jan Pollock a Jan Dix. Un nome probabilmente più facile da memorizare, e che consente, dopo anni, di trovare in casa Bonelli un logo veramente d'effetto, semplice ma efficace.

Ma chi è questo nuovo membro della già numerosa famiglia Bonelli? Jan Dix è un esperto d'arte olandese, che collabora con il Rijksmuseum di Amsterdam, dove lavora la sua fidanzata Annika, che spesso lo coinvolge in "missioni", vere e proprie indagini su opere d'arte, siano dipinti, sculture o strutture architettoniche. Indagini sulle opere e sugli autori quindi, ma spesso e volentieri anche su chi di tali oggetti si vuole impadronire con mezzi poco leciti. Ad aiutare il nostro eroe, un aiutante giovane e atletico, e un anziano mentore, un giudice in pensione a cui spesso e volentieri Jan chiede consiglio.
E fin qua la serie ha tutto l'aspetto di un tradizionale action mischiato a giallo/noir, con uno sfondo artistico. Eppure c'è quell'elemento che arricchisce il tutto, e

che non è propriamente nuovo in casa bonelli. Di cosa parliamo ? di quella caratteristica che si è sviluppata nel personaggio di Napoleone durante la sua vita editoriale (e non a caso l'autore è sempre il talentuoso Carlo Ambrosini): una profonda analisi interiore. Dix è un personaggio che agisce al momento giusto, ma spesso si ferma e riflette, parla con i suoi fantasmi. impersonati stavolta non dalle bizzare creature del mondo delle idee, ma dagli spiriti dei grandi artisti.
Il primo numero, morte di un artista, si presenta fin da subito molto ben caratterizzato sul piano grafico. Ottim la scelta di aprire la serie con un numero "d'autore", interamente realizzato da Ambrosini. La costruzione della trama è solida e ben ritmata, la presentazione dei personaggi tutt'altro che banale o lenta. Si parte subito in medias res, e la novità della serie fa si che anche il finale resti in ballo fino all'ultimo, non sapendo dove possa andare a parare la realtà di questo nuovo personaggio. Sul piano grafico la mano di Ambrosini riesce ad accostare felicemente riproduzioni artistiche di Vermeer al suo stile graffiato (come evidente fin dalla splendida copertina)
La pagella
Testi: 8,5
Disegni: 8,5
Confezione: 7
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Totale: 8,00