Kcomics.it
La grande storia dei comics/7 - Nascono i Syndicates e le strisce.
Pubblicato in: La grande storia dei Comics
Negli Stati Uniti d'America il successo degli autori di fumetti non passò inosservato. In un paese formato da cinquanta stati, con più fusi orari all'interno, l'organizzazione della venditae della distribuzione delle merci è una parte fondamentale dell'econoia. Fin dal 1915, si affacciano sulla scena si syndicates, grandi agenzie di mediazione tra autori ed editori. Le agenzie erano già comparse, non solo negli USA, il secolo precedente e si occupavano della distribuzione di notizie. Le maggiori erano la francese Havas (1835), la tedesca Reuter (1851), la Assocaited Press (1848) e la United Press (1907). Il primo potente syndacate, il King Features Syndicate, a tutt'oggi una delle massime agenzie internazionali, fu creato nel 1915 da Moses Koeningsberg, che nel 1905 si era occupato di distribuire i fumetti per Hearst.

Se da un lato i syndicates permisero una più razionale distribuzione e gestione di diritti sui fumetti, dall'altro limitarono la libertà artistica. La proprietà dei personaggi passò dai quotidiani alle agenzie, che poterono sostituire gli autori evitando i doppioni come nei casi di Yellow Kid e i Katzenjammer Kids. A questo seguiì una standardizzazione delle vignette e delle pagine domenicali: non sapendo su quali giornali sarebbero stati pubblicati i fumetti, questi ebbro dimensioni adattabili ad ogni formato.

Nacquero così le prime strisce. Anche i contenuti furono normalizzati, per incontrare qualsiasi tipo di lettore. L'esplosione creativa che aveva caratterizzato i primi anni del secolo fu attenuata e governata dai syndicates. Particolarmente gradite divennero le strisce familiari: avendo per oggetto un istituto sociale presente a ogni livello, risultavano adatte a ogni pubblico. Ne trasse un enorme beneficio Bringing up Father, la strip creata da Geo McManus, il quale, a fronte del successo economico, arrivò a vestirsi come i suoi personaggi Maggie e Jiggs (in italiano Arcibaldo e Petronilla). Il primo è un immigrato irlandese che diventa ricco grazie a una vincita alla lotteria. Stordito dalla pioggia improvvisa di denaro, cerca di conciliare il mondo popolare (caratterizzato da ua puzzolente zuppa di cavolo di cui va ghioto) a cui sente di appartenere, e quello dell'alta società al quale i soldi danno accesso, ma che lo respinge. Si producono cosìì situazioni schizofreniche e paradossali che si concludono di solito ocn una battuta da parte della moglie. Al contrario del marito, quest'ultima vuole dimenticare le sue origini e si atteggia a gran dama, senza avere le physique du role.

Al successo della striscia contribuì lo straordinario talento grafico di McManus, uno scenario di architetture liberty in cui si inserivano le figure dei due protagonisti, rese ancora più ridicole dagli eleganti abiti su misura che su di loro si trasformavano in grotteschi costumi. Quasi a somiglianza dei suoi personaggi, anche McManus era perseguitato dagli odori della miseria: dovunque lo invitassero a presentare la sua opera,, trovava sempre, immancabilmente, una puzzolente zuppa di cavolo che lo aspettava per cena.

La rivalità tra i syndicates esplose quando entrò in campo Joseph PAtterson. Erede di una ricca famiglia, egli possedeva il Chicago Tribune, il giornale più venduto della città, quando si trasferì a New York, dove in poco tempo trasformò un quotidiano in perdita, il Daily News, in quello più diffuso, battendo Hearst sul suo stesso  terreno. Patterson, detto "il Capitano" per il grado raggiunto nel'esercito, scelse allora di creare la sua agenzia di fumettisti. Fino a quel momento Hearst avea sottratto gli autori ai giornali offrendo cifre da capogiro. Patterson decise invece di creare i propri personaggi optando di volta in volta per gli autori più adatti. Questo gli permise di produrre fumetti per determinati pubblici, di seguire le mode e i gusti popolari, di eliminare o potenziare certi filoni narrativi piuttosto che altri.

Tra i primi successi, c'è la striscia Gasoline Alley, creata da Frank King nel 1918, incentrata  su un gruppo di amici appassionati di meccanica e nata dall'intuiizione che le automobili sarebbero diventate un enomeno di massa. Ambientata in un'anonima cittadina degli USA, introdusse il concetto che i protagonisti invecchiavano proprio come i lettori. Diversamente da molti altri personaggi, anche attuali, quelli di Gasolin Alley crescevano, si sposavano, avevano figli e morivano. Di notevole qualità narrativa, queste vicende, che continuano ancora oggi, rappresentano uno straordinario documento storico della società americana.



Pubblicato il 17/05/2008 da kcomics
Tag: arcibaldo, associated press, bringing up father, chicago tribune, daily news, frank king, gasoline alley, geo mcmanus, grande storia dei comics, havas, joseph patterson, king feature syndicate, moses koeningsberg, petronilla, reuter, syndicates, united press, william rundolph hearst
Inserisci un commento:
Nome/nickname (obbligatorio)
Email (facoltativa - non pubblicata)
Sito internet (facoltativo)
 
Informazioni sugli avatar personalizzati
RUBRICHE
VIGNETTE & STRIP
CONTATTACI
ARCHIVIO
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001.