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K-Yaoi: Anche al Torino GLBT sbarcano le animazioni piccanti
Pubblicato in: News & Anticipazioni, K-Hentai: A Luci Rosse
Settimana ricca di proiezioni per il Cinecafè Ambrosio di Torino, quella appena conclusa. Con la cerimonia di chiusura del 25 aprile, infatti, terminerà la XXIII edizione del Festival di Cinema a tematica omosessuale Da Sodoma ad Hollywood. Perchè parlarne in questa sede? Beh, semplicemente perchè all'interno della retrospettiva J-Ender dedicata al cinema queer nipponico, uno spazio è stato dedicato all'animazione, con 3 pellicole diverse tra loro per approccio, poetica e atmosfere.

Motivo della scelta di questa micro-sezione è che il Giappone è un vero e proprio focolare di fumetti e film d'animazione a intreccio omoerotico, spesso realizzati da donne per donne.Le ragazze giapponesi infatti si emozionano davanti a storie che hanno per protagonisti ragazzini a malapena adolescenti e in calzoni corti colleati a un immaginario di fuga, al contempo erotico, a ui corrisponde il più noto complesso di Lolita delle loro controparti maschili. Agli inizi l'approccio fu preso alla lontana. Moto Hagio trovò l'escamotage di ambientare le vicende in esclusivi collegi maschili dell'Europa dell'Ottocento, in cui si intrecciavano storie di amicizia e tradimenti, completamente platoniche. A dare una sferzata decisa sarà Keiko Takemiya, con lo splenido Il poema del vento e degli alberi (1976), che narra il difficile e drammatico rapporto tra il nuovo arrivato Serge e il suo compagno di stanza Gilbert, idolo nero del collegio da tutti desiderato ed odiato, minato da una fortissima carica autodistruttiva ma disinibito nel cercare di essere sempre al centro dei desideri altrui.. E si sfocia sul piano più carnale.

Elementi portanti quindi sono un microcosmo isolato, in un'epoca e in un'area lontanissime dalla quotidianità della lettrice-tipo. Ecco che quindi la produzione più recente si rivolge alla fantascienza. Ne Il cuneo dell'amore ad esempio in un futuro altrove troviamo la casta dominante dei Blondie, statuari giganti dal corpo sintetico, che amano tenere nei proprio appartamenti come animaletti sessuali, legati a loro attraverso un anello avvitato nella parti intime, i giovani "impuri" che vivono nei sobborghi circostanti. Iason Mink, uno dei Blondie più altolocati, si innamora del suo animaletto Riki, suscitando gelosie e scontri apocalittici. Riki sembra impetuoso e ribelle, ma sotto sotto subisce compiacente. Su tale divisione di ruoli si basano tutte le fantasie erotiche applicate alla fiction.

La prima proposta è un classico vero e proprio, poetico e delicato grazie anche agli splendidi disegni basati sugli originali di Yasuhiko Yoshikaxu (character design della saga Gundam0079, e del manga Gundam: Origins) e trae spunto dal manga di Keiko Takemiya.

La seconda proposta è Aoki okamitachi no densetsu (La leggenda dei lupi blu - Il settimo uomo), in cui assistiamo alla colonizzazione dello spazio e alle lotte con gli Apocalipse, esseri umani ridotti a macchine a guerra prive di anima. Nel 2199 l'esercito terrestre ha subito pesanti sconfitte, e tutte le risposte risiedono in una armatura da combattimento da testare. A offrirsi volontario il sottonenente Jonathan Tyberius, che dovrà affrontare in combattimento il suo amato. Prima parte di un progetto più ampio poi mai andato in porto, coniuga il genere yaoi con i classici della fantascienza 

Ultimo spunto viene fornito da Ai no Kusabi, Il cuneo dell'amore. La megalopoli di Tanagura è divisa tra la città alta controllata a Jupiter e i bassifoni di Keres. Uno yaoi basato sullo scontro tra i Blondies dominanti e i loro sottoposti. Un OAV in due parti che non lascia troppo spazio all'immaginazione.

Pubblicato il 24/04/2008 da kcomics
Tag: animazion, anime, giappone, glbt, il cuneo dell'amore, il poema del vento e degli alberi, keiko takemiya, manga, moto hagio, shonen ai, torino glbt film festival, yaoi, yoshikazu yasuhiko
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