
Anche in Inghilterra il fumetto prende subito piede. Ben note erano le riviste edite dall'
Amalgamated Press (
Mr.Chips,
Comic Cuts,
Illustrated Chips) e un importante apripista fu il
Dan Leno's Comic Journal, edicato al celebre mimo Dan Leno, ispiratore di Charlie Chaplin, che spinse i quotidiani inglesi a pubblicare strisce comiche dedicate ai più importanti attori dell'epoca.
In Francia uno dei primi personaggi a conoscere la popolarità fu
Bécassine, giovane e ingenua cameriera bretone creata da
JEan Pierre Pinchon per il periodico
La semaine de Suzette. A confrontarsi con il conservatorismo di Pinchon fu
Louis Forton, l'autore dei
Pied Nickelés (i perdigiorno), i cui racconti su come sbarcare il lunario senza lavorare troppo li imparentavano con i personaggi destabilizzanti di Outcault. Sempre Forton fu il creatore di
Bibi Fricotin, terribile ragazzino degno cugino di Buster Brown.
In Italia i fumetti americani arrivarono il 27 dicembre 1908 sulle pagine del
Corriere dei
Piccoli diretto da
Silvio Spaventa Filippi, che si incaricò di eliminare tutte le nuvolette per sostituirle con le ormai proverbiali rime baciate, snaturando le storie come
Attilio Mussino, che impose
Bilbolbul, ragazzino nero a cui ne accadevano di tutti i colori, tanto da trovarsi ad essere spesso e volentieri ridipinto di nero,
Antonio Rubino, con il suo stile liberty, e forse il più famoso di tutti,
Sto, il cui
Signor Bonaventura è ancora vivo nell'imaginario dei lettori.
Scrive Spaventa Filippi nell'editoriale del primo numero: "Il Corriere dei Piccoli avrà sempre su quell'altro il vantaggio di dare soltanto notizie piacevoli, tanto piacevoli, vedrete, che un giorno, quando sarete grandi anche voi, ripenserete a questo giornale con un dolce rimpianto e se una copia ve ne tornerà allora fra le mani, non saprete staccarvene".

Spaventa Filippi disinnesca la carica eversiva di questi fumetti nati per un pubblico adulto, quello che acquista e legge i giornali, per destinarli a un pubblico di bambini, e questa è una "tara ereditaria" da cui il fumetto in Italia non riesce a liberarsi. Basta leggere le prime rime che introducono Buster Brown, ribattezzato
Mimmo Mammolo: "Bianco e rosso e tondolino/ oh, che amore di bambino..." E il gran finale "Chi vuol fare l'altrui danno / ha le beffe ed il malanno". Scompare la morale volutamente ipocrita di Outcault, la cattiveria di Buster, divenuto ora un modello per i bambini nel segno della virtù, la quale prevale sempre sull'inganno. Allo stesso modo la maschera triste di Happy Hooligan di Opper diventa una macchietta ilare e folcloristica, non più lo specchio oscuro di un capitalismo in cui chi lavora onestamente non solo non viene premiato, ma riman sempre alla casella di partenza. Ribattezzato
Fortunello, il personaggio venne anche portato in teatro da
Ettore Petrolini, il quale lo trasformò in una maschera surreale che riscosse molti consensi tra gli intellettuali futuristi.