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Rubriche: La grande storia dei Comics
La grande storia dei comics/8 - Un occhio attento al mondo femminile.
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Rituffiamoci negli anni Venti per la nostra rubrica sulla nascita e lo sviluppo del fumetto. Nell'ultimo intervento, abbiamo assistito alla nascita dei syndicates, organizzazioni che si prefiggono il ruolo di mediatori da editori ed autori.

Ovviamente, la nascita di più syndicates porta a situazioni di rivalità, soprattutto con la discesa in campo di Patterson, ma anche a una maggior differenziazione dei contenuti, per ottenere il massimo riscontro di pubblico possibile.

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Pubblicato il 21/06/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei comics/7 - Nascono i Syndicates e le strisce.
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Negli Stati Uniti d'America il successo degli autori di fumetti non passò inosservato. In un paese formato da cinquanta stati, con più fusi orari all'interno, l'organizzazione della venditae della distribuzione delle merci è una parte fondamentale dell'econoia. Fin dal 1915, si affacciano sulla scena si syndicates, grandi agenzie di mediazione tra autori ed editori. Le agenzie erano già comparse, non solo negli USA, il secolo precedente e si occupavano della distribuzione di notizie. Le maggiori erano la francese Havas (1835), la tedesca Reuter (1851), la Assocaited Press (1848) e la United Press (1907). Il primo potente syndacate, il King Features Syndicate, a tutt'oggi una delle massime agenzie internazionali, fu creato nel 1915 da Moses Koeningsberg, che nel 1905 si era occupato di distribuire i fumetti per Hearst.

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Pubblicato il 17/05/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei comics/6 - La situazione europea
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Anche in Inghilterra il fumetto prende subito piede. Ben note erano le riviste edite dall'Amalgamated Press (Mr.Chips, Comic Cuts, Illustrated Chips) e un importante apripista fu il Dan Leno's Comic Journal, edicato al celebre mimo Dan Leno, ispiratore di Charlie Chaplin, che spinse i quotidiani inglesi a pubblicare strisce comiche dedicate ai più importanti attori dell'epoca.

In Francia uno dei primi personaggi a conoscere la popolarità fu Bécassine, giovane e ingenua cameriera bretone creata da JEan Pierre Pinchon per il periodico La semaine de Suzette. A confrontarsi con il conservatorismo di Pinchon fu Louis Forton, l'autore dei Pied Nickelés (i perdigiorno), i cui racconti su come sbarcare il lunario senza lavorare troppo li imparentavano con i personaggi destabilizzanti di Outcault. Sempre Forton fu il creatore di Bibi Fricotin, terribile ragazzino degno cugino di Buster Brown.

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Pubblicato il 18/04/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei comics/5: Il Little Nemo di Winsor McCay
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Winsor McCay era destinato a definire la grammatica del linguaggio fumettistico grazie al suo Little Nemo, uno dei personaggi più famosi della storia del fumetto. Già la sua prima serie, Little Sammy Sneeze, è completamente divversa dalle altre: il protagonista è un bambino che quando starnutisce sposta mobili e persone con la forza di un uragano, provocando intorno a sè situazioni comiche e divertenti. Il massimo lo raggiunge quando con uno starnuto distrugge la vignetta che lo contiene. In Sogni di un mangiatore di crostini ogni storia è il racconto del sogno fatto ogni volta da un personagio diverso (uomo, donna, bambino) dopo aver mangiato la micidiale pietanza.

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Pubblicato il 21/03/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei Comics/4: Nuovi orizzonti e nuovi target
Pubblicato in: La grande storia dei Comics
Abbiamo viaggiato nei primi decenni del Ventesimo secolo, periodo in cui gli autori di fumetti godevano di una libertà quasi illimitata che gli consentì di creare personaggi e situazioni ancora oggi dotate di forza espressiva enorme, capace di raccontare la società americana d'inizio secolo in una chiave narrativa quasi mitologica. Da un lato la giovinezza del medium-fumetto, dall'altro la mancanza di consapevolezza degli autori che non aevano modelli cui ispiarrsi e procedevano per tentativi (così come gli editori che capiranno solo in un secondo momento l'uso della standardizzazione tipografica ed editoriale di strisce e tavole), hanno potuto dare spazio a opere poi impossibili da realizzare.

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Pubblicato il 22/02/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei Comics/3: Dirks e i suoi gemelli terribili
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Terzo appuntamento con La storia dei Comics, che prosegue l'analisi della nascita di questo favoloso mondo nel primo decennio dello scorso secolo. Chi volesse leggere le prime due parti della rubrica, può trovarle qui e qui.

Il successo riscosso da Outcault spinse Hearst e Pulitzer a cercare nuovi talenti per riempire le pagine dei supplementi e adescare quel pubblico composto anche da immigrati tedeschi, irlandesi, italiani, polacchi che arrivava ogni giorno all'ombra della Statua della Libertà. Tra questi c'erano anche Geo McManus, futuro autore di Bringing Up Father (noto da noi come Arcibaldo e Petronilla) e soprattutto Rudolph Dirks, arrivato nel 1884 dalla Germania e approdato nella redazione di Hearst prima come disegnatore e poi come creatore dei Katzenjammer Kids, due gemelli noti in Italia (dove erano pubblicati sul Corriere dei Piccoli) con il nome di Bibì e Bibò.

I due ragazzi terribili vivono in una imprecisata colonia tedesca dove ne combinano di tutti i colori, vengono puniti e poi ricominciano da capo senza soluzione di continuità. Non è chiaro di chi siano figli i due gemelli: non lo sono del Capitano (ribattezzato in Italia Capitan Cocoricò), e neppure di Mama, la cuoca sopraffina della colonia (in Italia Tordella), che non è neppure la moglie del Capitano ma è comunque costretta come lui a subire le malefatte del perfido duo. Non sono nemmeno figli dell'Ispettore, un ometto in cilindro e palandrana gialla che gode di una certa reputazione nell'isola. In realtà dovrebbero essere i figli di un fantomatico signor Katzenjammer che non compare mai, ma in tedesco il termine indica il malessere del dopo sbronza, quindi è anche facile lasciare intendere che forse i due sono figli di qualche "peccatuccio" compiuto sotto spirito alcolico, come tanti degli orfani che popolavano le vie di New York.

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Pubblicato il 03/01/2008 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei Comics/2: Da Yellow Kid a Buster Brown.
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Seconda puntata (con ritardo tecnico) per la grande storia dei comics di Kcomics.it . Per chi si fosse perso la prima parte, ricordo che può trovarla cliccando qui. Dopo aver visto gli esordi del fumetto con la nascita di Yellow Kid, troeremo altri grandi classici in questa puntata! Buona lettura!

Recenti studi, soprattutto francesi, hanno mostrato come le opere del tedesco Wilhelm Busch e dello svizzero Rudolph Topffer, molto precedenti all'apparizione del Monello Giallo, presentano non solo tutte le caratteristiche per ambire alla palma di genitori del fumetto, ma anche come la loro conoscenza da parte di autori americani o immigrati ne abbia influenzato le produzioni successive. Se non è certo facile stabilire un punto zero da cui far partire la storia del fumetto, lo fu invece il successo che riscosse il personaggio di Outcault, che divenne ben presto oggetto di merchandising per il pubblico dei lettori e finì addirittura per sdoppiarsi apparendo su due giornali concorrenti.

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Pubblicato il 14/12/2007 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
La grande storia dei Comics/1: Le origini.
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Fumetti, fumetti, novità, grandi nomi. Sì, tutto molto bello, ma.... da dove hanno origine i fumetti? Ecco un nuovo spazio, che ci accompagnerà mensilmente ricostruendo pian piano una storia del fumetto moderno.

I primi anni del ventesimo secolo furono testimoni del consolidarsi negli Stati Uniti del potere della stampa, iniziato negli ultimi decenni del secolo precedente. Già alla fine del 1890 si contavano più di ventimila pubblicazioni periodiche, di cui più di duemila quotidiani. Nella sola New York si pubblicavano ventiquattro quotidiani, e tra questi c'era chi sfiorava il milione di copie. I giornali ospitavano anche vignette e disegni umoristici, ottimi per quei nuovi americani appena immigrati non ancora in possesso di un lessico adeguato per leggere un intero articolo in inglese. Le nuove tecnologie permettevano i stampare a colori e già nel 1892 il Chicago Inter Ocean propose un supplemento a colori subito seguito da altri quotidiani. tra questi c'era anche il New York World, di proprietà di Joseph Pulitzer, immigrato di origine ungherese che lo aveva rilevato nel 1883. Ideatore dell'omonimo e prestigioso premio giornalistico, Pulitzer fece del World il prototipo del giornale moderno: titoli forti e aggressivi, notizie sensazionali, servizi e rubriche per tutti i gusti, specie quelli più bassi, e per tutti i tipi di lettori.

Fu così che nel 1895, tra le pagine del supplemento domenicale, fece la sua comparsa un monello brutto, sporco e cattivo, vestito di un camicione prima bianco e poi giallo, su cui erano scritte le sue battute e che gli diede anche il nome: Yellow Kid. Il ragazzino viveva in un vicolo altrettanto sporco e popolato da una umanità degna del luogo. Fu un successo e il suo autore, Richard Felton Outcault, divenne una star di prima grandezza, subito contesa dall'altro grande della stampa americana: William Randolph Hearst.

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Pubblicato il 16/11/2007 da kcomics | Permalink | Commenti (0)
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