Già nel mese di giugno 2007 abbiamo incrociato sulle pagine del nostro dossier su cartoni e censure le combattenti vestite alla marinaretta. Stavolta ci terranno compagnia per più tempo, dato che cercheremo di vedere quali censure hanno dovuto subire le cinque serie dell'anime dedicato alla princpessa della luna e alle sue paladine.
Cominciamo a rinfrescare un po' la memoria sulla trama della prima serie, cercando anche di orientarci tra i nomi originali e quelli dell'adattamento italiano. La protagonista della storia è la liceale Usagi (Bunny), goffa e impacciata ragazza piena di vita e simpatia. Correndo a scuola si imbatte in un gruppo di ragazzini che stanno maltrattando un gatto nero. Cacciati i teppistelli, la ragazza nota una strana macchia a forma di mezzalun sull fronte del micio. Ben presto la ragazza scoprirà che l'animaletto non solo sa parlare, ma ha la facoltà di donarle i poteri di trasformarsi in Sailor Moon, la combattente della luna dedita alla difesa della Terra dalle forze del Male. La missione finale della guerriera è trovare le sue compagne e ricercare assieme la principessa Serenity, sovrana del regno lunare.
Titolo originale: Kill the Granny - I Gioielli del gatto Autore: Francesca Mengozzi (testi, colori e copertina), Giovanni Marcora (matite) Casa Editrice: Pavesio Collana: Factory Numero Volumi: Volume unico Caratteristiche edizione: 112 pagine, colore, brossurato Distribuzione: fumetteria, libreria Prezzo: 14,90 €
Anche a Gennaio l'area incontri della Feltrinelli s'è riempita di colori e baloon in occasione di Tratto Matto. Al centro dell'incontro stavolta la presentazione di un nuovo volume, opera prima di due giovanissimi autori appena usciti dalla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Scarso il pubblico, ma interessato (tanto che le copie presentate in anteprima assoluta sono state acquistate praticamente da tutti i presenti).
Eh, si, la famiglia cresce e si allarga. Da oggi avremo appuntamenti con le vignette e le strip anche alla domenica, grazie a due nuovi amici. Il primo, che inaugura lo spazio, è Rouge, autore del divertente blog Vermi - Una società che striscia, dove con pungente ironia prende di mira grazie ai suoi vemetti vizi modi e costumi della società attuale. E se stesso. Come in questa vignetta, dove ironizza sul lancio del nuovo colore delle magliette a disposizione per i suoi lettori.
Anche per questa domenica proponiamo un corto in 3D animation scovato su Youtube. Torniamo a parlare di topi, con un simpaticissimo inseguimento colorato e vivace, dalle forme semplici ma dal ritmo divertente e serrato! Buona Visione!
Terza puntata, terzo canale distributivo. Dopo gli ovetti e le gatcha-machine, torniamo sul campo dei dolciumi per scoprire i candy toys. Negli ultimi anni in Giappone si è imposta una nuova catena distributiva per i piccoli gadget: i negozi aperti 24 ore su 24.
Queste vie di mezzo tra negozio di quartiere e supermercato sono diffusissimi, vendono soprattutto alimentari e sono legati a grosse catene. spesso tra gli scaffali non è difficile incappare nei cosiddetti candy toys, giocattolini venduti insieme a piccoli dolciumi (mentine, caramelline, gomme da masticare o cioccolatini). E' fin da dopo la Seconda Guerra Mondiale che ai dolcetti vengono allegate piccole sorprese, ma al giorno d'oggi la produzione si è fatta talmente vasta e sofisticata da far invertire il rapporto di valore. Il giocattolino ora ha molto più valore del dolciume. Spesso infatti a fronte di una minuscola mentina si può avere per le mani un gadget della serie più in voga al momento.
La notizia sta rimbalzando di sito in sito in questi giorni. La tranquillità della Disney viene turbata da una lettera aperta scritta da uno di quei nomi che nella mente dei lettori di più vecchia data fa scattare subito dei gran bei ricordi, quel Bruno Concina il cui nome è per me legato alle storie che più mi entussmavano nelle mie letture d'infanzia, le mitiche storie a bivi.
Nella succitata lettera, che potete leggere direttamente suAFNews, lo sceneggiatore, solleva una questione decisamente spinosa. Premesse le difficoltà in cui naviga un settimanale dove tutto sommato gli spazi per i numerosi autori/collaboratori scarseggiano, si è ritrovato a vedersi proposte, dopo 30 anni di carriera, solamente 2 storie da realizzare nel corso di tutto l'anno. Tutto questo ovviamente con conseguenze economiche. E tutto questo senza considerare il punto cruciale dell lettera, quella pretesa di chiarezza su un accordo verbale mai mantenuto.
Non è un mistero che Will Eisner sia considerato uno dei più abili fumettisti della storia, divenuto celebre per la sua serie The Spirit; nella seconda fase della sua carriera si dedica storie di più ampio respiro, dando vita a quelle che oggi vengono definiti Graphic Novel, con la serializzazione di Contratto con Dio, che sarà in futuro raccolto in un volume cartonato. L'abilità e l'importanza di Will Eisner nel mondo del fumetto furono riconosciute a tal punto che l'artista tenne per diversi anni un corso sull'arte sequenziale alla School of Visual Art di New York; Eisner durante l'esperienza accademica sviluppò una tecnica d'insegnamento dei meccanismi del fumetto, e dopo aver raccolto idee, teorie e consigli sulla pratica della narrativa grafica, ha deciso di pubblicare questo libro riconosciuto universalmente come IL manuale per fare fumetti per eccellenza, considerato tale anche dai principali autori del settore.
Con un salto direttamente negli anni Trenta, andiamo ad affrontare il favoloso mondo delle Silly Simphonies. Cortometraggi senza personaggi fissi, nascono alla fine degli anni 20 sulla scia del successo riscontrato da The Skeleton Dance. Il titolo, sinfonie sciocche, sottolinea l'importanza che ha in questi corti, per lo più privi di dialoghi, la musica, vero asse portante (una sorta di provini per la meraviglia mostrata qualche decennio più tardi in Fantasia) di storie per lo più semplici, divertenti e spesso anche commoventi.
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